Vivere secondo l’economia circolare del futuro

Vivere secondo l’economia circolare del futuro

Mercoledì 30 marzo 2016 — Frustrato dal fatto che gli oggetti acquistati non durano a lungo o che quando si rompono non é possibile ripararli? Immagina un mondo in cui la vita di un asciugacapelli o una stampante è molto più lunga e in cui, anziché doversi disfare degli oggetti quando non funzionano più, è possibile ripararli facilmente e con una modica spesa! Questa è l’idea che sottende un nuovo modo di progettare e realizzare i prodotti di uso quotidiano, un modo che ha le potenzialità per offrire grandi vantaggi ai consumatori, alle imprese e all’ambiente. 

Nota come economia circolare, questa nuova concezione implica che i prodotti vengano progettati e realizzati per essere utilizzati il più a lungo possibile, riparati con facilità e, una volta inservibili, riciclati o smaltiti in modo efficace. 

Secondo le stime, la transizione verso un’economia circolare potrebbe comportare per le imprese europee un risparmio annuo di 600 miliardi di EUR e contribuire a ridurre le emissioni annue totali di gas a effetto serra del 2-4 %. A dimostrazione del proprio sostegno, nel dicembre 2015 la Commissione europea ha presentato un piano d’azione che illustra come conseguire obiettivi di economia circolare, con lo scopo di motivare le imprese al cambiamento.

Come funziona l’economia circolare? Esaminiamo un esempio concreto: in tutto il mondo si producono ogni anno oltre 40 milioni di tonnellate di rifiuti derivati da materiale elettrico ed elettronico, tra cui computer, televisori, frigoriferi e telefoni cellulari. Nel 2005, nell’Unione europea questo genere di rifiuti ammontava a quasi 9 milioni di tonnellate, quantità destinata a superare i 12 milioni di tonnellate entro il 2020. Oggi questa situazione rappresenta un problema da affrontare, ma dal punto di vista dell’economia circolare costituisce invece un’opportunità da cogliere.

Fairphone, un’impresa sociale con sede ad Amsterdam, produce un modello di smartphone sostenibile. Attualmente sono stati venduti 60 000 telefoni Fairphone e la società punta a raggiungere le 150 000 unità vendute entro la fine del 2016.

Miquel Ballester, responsabile della produzione e dell’innovazione, illustra la filosofia alla base del lavoro di Fairphone.

«Stiamo utilizzando un modello commerciale per un impatto sociale e ambientale positivo. Operiamo come altre organizzazioni che conducono campagne a favore della sostenibilità, ma dall’interno del sistema. Vogliamo dimostrare come attuare un sistema di produzione diverso e speriamo di essere d’ispirazione per il settore».

Questa filosofia caratterizza tutte le attività dell’impresa, dall’estrazione mineraria per l’impiego di minerali non provenienti da zone di conflitto, alla progettazione e fabbricazione, fino al ciclo di vita del telefono.

Durante la fase di progettazione vengono definiti severi standard di durabilità. La cover di protezione posteriore, ad esempio, è integrata nel design in modo che il telefono non subisca danni in caso di cadute. Si presta particolare attenzione alla semplificazione di qualsiasi riparazione necessaria per prolungare la vita del prodotto. I componenti possono essere facilmente rimossi e sostituiti. Le parti di ricambio sono acquistabili tramite il negozio online della società e sono disponibili guide open source per le riparazioni.

L’economia circolare, inoltre, è potenzialmente in grado di ridurre le emissioni di carbonio dell’Unione europea. In Belgio, la società Nnof (Nearly New Office Facilities), che ricicla vecchi mobili trasformandoli in nuovi oggetti, ha contribuito a un risparmio in termini di emissioni di CO2 pari a 322 773 chilogrammi.

Anne Lenaerts, responsabile della business unit e della comunicazione di impresa, spiega come:

«All’inizio di ogni progetto, compiliamo un inventario di ciò che il cliente possiede e un elenco delle esigenze manifestate. Potrebbe trattarsi della richiesta di scrivanie più piccole o di un numero inferiore di cassetti. Quindi combiniamo le due liste».

I mobili esistenti vengono quindi adattati alle esigenze sopravvenute.

La società assicura in fase di progettazione la lunga durata dei mobili e la possibilità di ripararli, smontarli e riciclarli facilmente secondo necessità. Questi mobili risultano quindi più ecologici ed economici rispetto agli arredi fabbricati secondo le tecniche tradizionali.

L’economia circolare potrebbe comportare per le imprese europee un risparmio di 600 miliardi di EUR, pari all’8 % del loro volume d’affari annuale. È evidente quanto i principi di sostenibilità possano rivelarsi proficui per le imprese. Questo non è una novità per la società tedesca di proprietà familiare VAUDE, che produce articoli funzionali e innovativi per la montagna e il ciclismo e ha fondato di una rete di riciclo sin dal 1994.

Fin dall’inizio i prodotti sono progettati per poter essere all’occorrenza riparati o riciclati. Per garantire la più lunga durata e la maggiore sostenibilità possibili, la società fornisce ai clienti istruzioni chiare per la manutenzione e la cura dei prodotti.

Presso la sede centrale di VAUDE a Obereisenbach, opera un efficiente reparto dedicato a servizio clienti e riparazioni. La società si sta attivando per rendere disponibili ai clienti le 30 principali procedure per le riparazioni. I prodotti che non possono essere riparati, ma che sono ancora utilizzabili, vengono donati a FairWertung, un’organizzazione di riferimento per associazioni senza scopo di lucro.

Antje von Dewitz, CEO di VAUDE, spiega:

«Ci stiamo posizionando in modo chiaro e globale come brand sostenibile. Implementiamo questo concetto ovunque, nello sviluppo del prodotto come nella logistica e nelle risorse umane. Ciò comporta una spesa considerevole, ma siamo convinti dell’utilità del progetto, come pure della redditività nel lungo termine».

Paolo Falcioni, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di elettrodomestici, che rappresenta le imprese produttrici di beni di consumo durevoli (grandi elettrodomestici), ritiene che i produttori debbano pensare e agire in modo sostenibile per essere competitivi nell’attuale mercato europeo. «Oggi nessuna azienda produce, utilizza e getta. Questo sistema di produzione è superato» sostiene. «Oggi» aggiunge «dobbiamo comprendere dove e fino a che punto il settore dei grandi elettrodomestici è in grado di migliorare la circolarità dei beni che realizza».

Spiega, ad esempio, che nella fase di progettazione i produttori decidono se utilizzare materiale vergine (mai usato o consumato in precedenza) o materie prime secondarie (già utilizzate in precedenza e suscettibili di riuso) a seconda del tipo di apparecchio domestico e della disponibilità dei consumatori ad accettare il riuso. Nel caso dell’acciaio, nella produzione di un nuovo prodotto viene utilizzato almeno il 20 % di acciaio riciclato, talora anche il 100 %.

Il piano d’azione della Commissione europea contribuisce a sostenere lo sviluppo dell’economia circolare in ogni fase del processo: dalla progettazione e fabbricazione dei prodotti al loro utilizzo da parte dei consumatori ed eventuale riparazione, fino alle modalità di smaltimento quando giungono al termine del ciclo di vita, come materiali riutilizzabili per fabbricare nuovi prodotti o, laddove ciò non sia possibile, come rifiuti.

Questo è solo l’inizio: nei prossimi mesi è infatti prevista una serie di iniziative volte ad aiutare le imprese e i consumatori a proseguire verso il passaggio a un’economia circolare. Ad esempio, l’economia circolare sarà presente anche nell’agenda dell’imminente Green Week, il principale evento annuale europeo dedicato alla politica ambientale, che si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno. Incentrata sul tema «Investire per un futuro più verde», questa iniziativa paneuropea si propone di contribuire a rispondere alla domanda su come conseguire una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva in Europa. È possibile seguire online gli eventi nell’ambito della Green Week all’indirizzo web: http://ec.europa.eu/environment/greenweek/index_en.html.

Molte società stanno già adottando principi di economia circolare nei processi produttivi e, in futuro, si prevede un aumento nel numero di adesioni. Questo nuovo approccio offre certamente molti vantaggi ai consumatori, ma può contribuire anche alla creazione di nuovi posti di lavoro e servizi, promuovendo la crescita delle nostre economie.  

VAUDE 4
VAUDE 3
Fairphone model
Fairphone construction
Nnof Unilever
Nnof Spadel
VAUDE 2
VAUDE 1